Dal 18 al 25 gennaio 2021 si celebra la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. I cristiani di tutte le confessioni religiose sono chiamati a pregare perché si compia la piena unità, che è volere di Cristo stesso. Lo slogan scelto per questo 2021 è: “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto” (cfr Giovanni 15,5-9). Gesù aveva rivolto queste parole ai suoi discepoli in un’ora di preoccupazione e di grande sofferenza, subito prima della sua Passione. Sono parole che volgono lo sguardo e il cuore al futuro dei discepoli e al nostro, provati come siamo da una stagione di grande sofferenza e incertezza.

CELEBRAZIONE DIOCESANA

A livello diocesano, è stata organizzata una Celebrazione ecumenica, quale segno di comunione. La celebrazione, a porte chiuse, sarà trasmessa in diretta su TelePace. Si svolgerà nella Cattedrale, lunedì 18 gennaio, alle ore 20:30. Per info e per la locandina: CLICCA QUI.

CELEBRAZIONE NELLA NOSTRA UNITÀ PASTORALE

Anche come Unità Pastorale di San Martino, desideriamo impegnarci in questo cammino di riconciliazione e di unità. Per questo proponiamo una Celebrazione ecumenica, condivisa con la Chiesa ortodossa rumena, che celebra settimanalmente la Divina Liturgia nella Cappella di Sant’Antonio. La celebrazione si terrà presso la chiesa di Cristo Risorto, domenica 24 gennaio, alle ore 17:00.

PER APPROFONDIRE

Per approfondire il tema, consigliamo di leggere la Lettera ecumenica pubblicata dai rappresentanti della chiese cattolica, ortodossa ed evangeliche d’Italia. Di seguito un breve estratto:

Care sorelle e cari fratelli, mai come in questo tempo abbiamo sentito il desiderio di farci vicini gli uni gli altri, insieme alle nostre comunità che sono in Italia. La sofferenza, la malattia, la morte, le difficoltà economiche di tanti, la distanza che ci separa, non vogliamo nascondano né diminuiscano la forza di essere uniti in Cristo Gesù, soprattutto dopo aver celebrato il Natale. La sua luce, infatti, è venuta ad illuminare la vita delle nostre comunità e del mondo intero: è luce di speranza, di pace, luce che indica un nuovo inizio. Sì, non possiamo solo aspettare che dopo questa pandemia “tutto torni come prima”, come abitualmente si dice. Noi, invece, sogniamo e vogliamo che tutto torni meglio di prima, perché il mondo è segnato ancora troppo dalla violenza e dall’ingiustizia, dall’arroganza e dall’indifferenza. Il male che assume queste forme vorrebbe toglierci la fede e la speranza che tutto può essere rinnovato dalla presenza del Signore e della sua Parola di vita, custodita e annunciata nelle nostre comunità.

Per leggere i resto della lettera, CLICCA QUI.

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