Una voce mai scontata…

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Una voce mai scontata…

Ormai così abituati alla tecnologia, tanto precisa e puntuale, ci dimentichiamo spesso della bellezza dei suoni manuali e naturali anzi, a volte ci danno persino fastidio… E così accade anche per il suono delle nostre campane che aspettiamo di sentire prima di uscire di casa, prima di entrare in biblioteca, prima di iniziare un lavoro, ma che poi non sappiamo gustare quando sono suonate sui passi di qualche melodia religiosa o cantata popolare.

Il suono delle campane, uno degli strumenti liturgici più antichi rivolti a tutti, tanto a chi sta dentro quanto a chi sta fuori. Quelle campane che negli anni hanno scandito momenti importanti della vita civile e religiosa dei nostri paesi e delle nostre parrocchie, che hanno segnato momenti tristi, gioiosi o di festa delle nostre vite familiari, come la morte di un nostro caro o le nozze di qualche parente. Un suono a volte così scontato o così poco amato che magari, quando non c’è, nemmeno se ne sente la mancanza.

Eppure le campane, con la loro voce squillante e puntale, ci ricordano a chi dev’essere rivolta la nostra vita che talvolta si trova immersa nel frastuono assordante del mondo. La meta è il cielo, è Dio, al quale le campane alzano la loro voce nei vari momenti della giornata, a ogni ora per scandire il tempo come dono prezioso che ci viene fatto, prima della celebrazione delle Sante Messe durante le quali Dio si fa cibo per noi, al termine di un funerale quando un’anima vola in cielo, quando Dio si fa uomo con il canto del Gloria nella notte di Natale e quando risorge a Pasqua.

Ma questa voce, non si alza da sola. È grazie a chi mette in movimento le corde delle campane e le fa oscillare, a chi le chiama per nome a seconda della loro dimensione e tonalità, a chi le fa danzare seguendo dolci melodie, che le campane possono alzare la loro voce a Dio e risuonare nel cuore degli uomini. È grazie a chi si mette a servizio della comunità cristiana anche in questo ambito che non manca la scansione dei tempi liturgici e delle feste. È grazie ai campanari delle nostre parrocchie che anche noi possiamo sentire il suono delle nostre campane nei momenti di lutto e nei giorni di festa. Un suono, certo, a volte non sempre perfetto e impeccabile, ma decisamente vivo e caldo!

Ecco perché noi campanari di San Martino Vescovo, Marcellise, Mambrotta e Ferrazze, ci siamo e ci teniamo a far risuonare nelle feste la voce dei nostri sacri bronzi, per ricordare a tutti il motivo di quei giorni di festa, delle scuole e degli uffici comunali chiusi, dei banchetti con le gustose caldarroste, della via nazionale chiusa al traffico e riempita di bancherelle…e chissà che qualcuno, anche tra i più distratti, non abbia sentito il suono delle nostre campane e nella loro voce non abbia sentito il richiamo di Dio che voleva incontrarlo e parlare al suo cuore. Chissà di quale mezzo e di quale voce a volte Dio si serve per parlare all’uomo…chissà se Dio non ha mai parlato anche attraverso la voce delle sue campane!

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